Fichi d’india: tenaci monumenti del deserto
Agosto 23 2021

Fichi d’india: tenaci monumenti del deserto

Gialli, verdi, rossi, arancioni, rosa: tanti frutti colorati da gustare in molti modi. 

Freschi, conservati in salamoia, sott’aceto, canditi o sottoforma di confettura: i fichi d’india sono davvero un frutto dolce e squisito. 

Scopriamo insieme i benefici per la salute e qualche ricetta su questi frutti coronati di spine, considerati tenaci monumenti del deserto in grado di sopravvivere alle aride e secche temperature desertiche, presente soprattutto nel bacino del Mediterraneo.

Fichi d’india: benefici per la salute

Hanno la capacità di abbassare i livelli di colesterolo (si è scoperta l’efficacia di 250 gr di fichi d’india al giorno consumati per otto settimane), di migliorare il processo digestivo, diminuire il rischio di diabete, rafforzare il sistema immunitario, stimolare la crescita delle ossa, rafforzare i vasi sanguigni, prevenire alcuni tipi di cancro, ridurre il rischio di Alzheimer, facilitare tentativi di perdita di peso(contengono poche calorie e molte fibre, quindi aiutano ad avere un senso di sazietà) ed eliminare l'infiammazione in tutto il corpo.

Reidratante e rivitalizzante, sono l’ideale anche per chi pratica sport.

Una singola porzione di fichi d'India contiene più di 1/3 dell'intero fabbisogno giornaliero di vitamina C e di minerali come il potassio e il magnesio; inoltre costruiscono ossa e denti forti: il calcio è una parte integrante della dieta umana, e questi frutti contengono un livello significativo di calcio in ogni porzione (sono consigliati per combattere l’osteoporosi).

Grazie al loro contenuto di fibre, sono ideali per chi ha problemi di stitichezza.

Fichi d’india: l’uso in cucina 

Dai dolci light alle insalate, non ci sono limiti alle sperimentazioni delle ricette in cucina!

Se avete tanti frutti, potete fare una deliziosa confettura: vi basteranno 1,5 kg di fichi d’india, mezzo chilo di zucchero, un limone e qualche cucchiaio d’acqua.

Procedimento: dopo aver tolto la buccia, tagliateli a cubetti molto piccoli e metteteli in una pentola dai bordi alti. Lasciate cuocere, mescolando di tanto in tanto fin quando non si spolperanno (aggiungete qualche cucchiaio d’acqua per non farli bruciare). Una volta cotti, usate il passaverdura per realizzare un composto liscio e omogeneo, aggiungete lo zucchero e rimettete il tutto nella pentola.

Quando inizia a bollire, aggiungete il succo di un limone e cuocete per altri 40 minuti mescolando ogni tanto. Versate subito il contenuto in dei barattolini sterilizzati

chiudeteli, girateli per far formare il sottovuoto e conservate in dispensa.

 

Con le bucce potete realizzare un contorno freddo con cipolla rossa all’agrodolce.

Vi occorreranno: 8 bucce ben pulite (private delle estremità), 1 cipolla rossa di Tropea, 4 cucchiai di aceto bianco, peperoncino, 2 cucchiai di zucchero, olio evo, sale, basilico.

Procedimento: sbollentate le bucce in acqua salata per due minuti, quindi scolate e tagliatele a listarelle. Affettate la cipolla e fatela soffriggere in una padella con olio, peperoncino. Una volta appassita, unite le bucce e fate cuocere per altri due minuti. Infine condite con aceto e zucchero, lasciate sul fuoco per un altro minuto, quindi spegnete. Servite freddo, aggiungendo qualche foglia di basilico.

 

Anche le pale si possono mangiare: dopo averle pulite e bollite, potete abbinarle con pomodorini freschi e condire delle bruschette, potete fare una frittata o semplicemente saltarle in padella.

Buon appetito!